Khaled Hosseini: “Il cacciatore di aquiloni” Gennaio 11, 2007

Ho appena finito di leggere questo libro e subito mi sento di consigliarvelo. “Il cacciatore di aquiloni” è un romanzo di Khaled Hosseini, scrittore Afghano-Americano, alle prese con il suo primo libro; che dire.. ha fatto davvero un buon lavoro. Tanto per cominciare mi è piaciuto molto il modo di scrivere fluido e senza troppe artificialità, quello che i personaggi dicono e/o fanno è descritto con una naturalezza e chiarezza così perfetta, che a volte sembra di essere a vedere un film nel quale si percepisce tutto: dai paesaggi, ai sentimenti, dalle espressioni, ai singoli movimenti.. Leggendo, il tempo passa invisibile (ragion per cui questo romanzo si legge in un baleno), e non si è mai stanchi di proseguire nella lettura, fino a che non si è concluso l’intero libro. Non mi soffermerò molto sulla trama, anche perché se qualcuno volesse leggerlo, probabilmente mi offenderebbe
; ma mi permetto di fare una considerazione non tanto sulla storia del libro, che pur essendo molto bella e piena di sentimentalismi comprensibili, non è la parte che mi ha sorpreso di più, bensì vorrei evidenziare la parte più di contorno ma fondamentale per la riuscita dell’intero libro: la descrizione dei luoghi e della cultura Afghana. Premetto che qualcosina sapevo già, ma sono davvero molto belle le descrizioni dei paesaggi della terra del protagonista (Amir), delle tradizioni riguardanti i tornei di aquiloni, delle usanze e dei metodi di una popolazione che ha le sue radici, le sue abitudini ed i suoi ideali (di amicizia, di parentela, di amore, di riconoscenza). Posso dire che leggendo “Il cacciatore di aquiloni” si scopre qualcosa del popolo Afghano che, almeno io, prima non sapevo.
Ho creato un tabblo con qualche foto (ne ho altre, ma ne ho scelte alcune), potete vederlo QUI.










