Paolo Giordano: “La solitudine dei numeri primi” - una vera solitudine.. Settembre 10, 2008
In questi giorni ho avuto la possibilità (ed il tempo) di leggermi un libro e la mia scelta è caduta su “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano. Questa decisione è derivata dalle molte opinioni, per certi versi discordanti tra loro, che ho letto nei vari siti dedicati ai libri. Il sito che di solito “spulcio” prima di leggere un libro è: www.qlibri.it; è davvero molto vivo sia a livello di utenza, sia a livello di discussioni.

L’immagine utilizzata per la copertina del libro è di rooze
Parto subito dicendo che il libro ha vinto il Premio Strega 2008 e questo lo rende sicuramente un testo dal quale il lettore si aspetta molto. Nel mio caso non sono rimasto deluso, o almeno non come tanti altri lettori.
La storia non è banale come molti hanno evidenziato, ma direi che è molto realistica, molto vera. Quello che accade ai personaggi fin dall’inizio è qualcosa di già visto, ma non per questo banale o superficiale o scontato. Alice e Mattia sono i protagonisti di questo romanzo che attraverso una similitudine con i numeri primi vivono una vita fatta di solitudine e anonimato, situazione derivante da gravi incidenti accaduti quando erano bambini. Secondo me è importante sottolineare che questi incidenti, pur essendo gravi (soprattutto quello di Mattia), non sono la causa diretta del disagio futuro, bensì è la mente dei due protagonisti che vive i rispettivi incidenti in maniera dolorosa, forte e senza via d’uscita. Da questa condizione mentale non sapranno più rinascere e non saranno in grado di lasciarsi alle spalle il passato in alcun modo.
Naturalmente ogni aspetto della loro crescita, del loro diventare rispettivamente uomo e donna, viene costantemente influenzato ed in qualche modo ucciso dalla loro stessa presenza; si troveranno a non avere amici/amiche, a non saper reagire a situazioni familiari che vanno “a rotoli”, a non saper esprimere i propri sentimenti, a cercare di lasciarsi andare al destino senza fare niente per modificare se stessi o i rapporti con gli altri; la loro vita sarà una solitudine vera.
Leggendo il libro si incontrano le situazioni e le persone più variegate, dall’amico omosessuale, all’amica diabolica e bella, dal padre inesistente, alla madre senza più interessi per il figlio, etc.. tutti i personaggi presentati sono però caratterizzati da una profonda tristezza che li rende migliori dei protagonisti solo esteriormente. Non c’è una nota allegra nel libro, tutto è pesantemente avvolto da un velo di tristezza e sconforto; anche quando sembra che ci sia la possibilità di poter finalmente accennare un mezzo sorriso, ecco che il lettore si trova a dover deglutire e mandar giù qualcosa di amaro. Il libro sembra voler comunicare che tutti siamo tristi per qualcosa, che c’è sempre qualcosa che a volte preferiremmo non fare, che spesso vorremmo scappare dal mondo in cui viviamo e che non c’è speranza di trovare aiuto negli altri perché troppo distanti dalla profonda buca che ci siamo scavati attorno.
A mio parere nel libro c’è troppo pessimismo, ma è un pessimismo molto reale che ben si adatta all’epoca contemporanea. Avrei preferito un finale diverso, una conclusione che mi facesse sperare in qualcosa di più per i due protagonisti, in qualcosa di migliore per il loro futuro. Nonostante Alice possa “alzarsi da sola” e Mattia rimanga a guardare l’alba dopo aver letto il numero di Nadia, non riesco ad immaginare niente di diverso per loro, non un cambiamento, non una svolta o rinascita che possa renderli dopo tante sofferenze, un po’ felici.
Detto questo io vi consiglio la lettura del libro perché oltre ad essere ben scritto, è anche un libro che può far riflettere. Mi sono piaciute molto anche le analogie matematiche e fisiche che si trovano durante la lettura del libro. Sono convinto quindi che lo leggerete in pochissimo tempo. Se volete avere altre recensioni potete leggerle qua. Fatemi sapere le vostre opinioni naturalmente
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Commenti»
stupendoooooooooooooooooooooo!!!!
Sono felice che sia piaciuto anche a te
!
Sono capitata per caso su questo sito e siccome ho letto anche io il libro lascio la mia opinione.
L’inizio non mi è piaciuto molto: credevo di essere di fonte alla solita storia banale. Il seguito invece mi ha colpito, realistico, un po’ cinico ma di un cinismo sostanzialmente reale.
Soprattutto il finale; non c’è il lieto fine ma nella vita molto spesso non c’è il lieto fine: nessuna forzatura, solo tanta solitudine
Lo consiglio.
ciao
Greta
Ciao! E’ vero, nella vita spesso non c’è alcun lieto fine. Pur essendo spiacevole da dire, dobbiamo accettare che non c’è mai la certezza della felicità e che la solitudine fa parte del nostro tempo, della nostra contemporaneità.
Non direi che ci sia troppo pessimismo… in fondo è uno spezzato di vita di due persone non troppo fortunate.
Sono d’accordo con te però sul fatto che la vita e gli avvenimenti che ti capitano in un certo senso te li costruisci… o almeno è la tua reazione a questi che deciderà sul tuo futuro..
Nella vita ti può succedere di tutto, certo, ma tante volte basta sapere rialzarsi… diceva qualcuno…
Molto bello il libro comunque, molto vero..così vero da rileggerlo..
Concordo con te, infatti l’ho trovato davvero molto realistico (come hai detto è “uno spezzato di vita”).
Ciao
Libro bellissimo, letto in 3 giorni (10, 11, 12 dicemnre 2008), giordano è un mito!
Eh sì, con questo romanzo ha dimostrato di essere un ottimo e coinvolgente scrittore