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Apocalypto..da vedere! Gennaio 21, 2007

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Inviato da Carlos in : Di Tutto Di Più, Quotidianità.. , 1 commento finora

Probabilmente, ora sarò attaccato da tutti i sostenitori della critica “distruttiva” del film in questione, ma voglio esprimere comunque la mia opinione su questo nuovo lavoro di Mel Gibson.

apocalypto

A me il film è piaciuto, è davvero ben fatto e con una trama che è volutamente poco complicata. Mi spiego meglio: già a partire dal titolo (Apocalypto —> “Nuovo Inizio”), si capisce che il film sarà basato su un’atmosfera caotica, in preda al caos, un caos che farà toccare il fondo per poi permettere una rinascita (anche se il nuovo inizio corrisponderà con la fine di un popolo); e il caos rispecchia il disordine di quel periodo, di quei momenti in cui i Maya si autodistruggevano e conseguentemente, tutto sembrava privo di linearità ed anche di comprensibilità. Infatti non si capisce molto chi comandi e chi no, chi abbia una determinata funzione e chi un’altra.. è tutto molto labile, molto sfuggente. Torno a ripetere: volutamente. L’importante non è di per sé la storia del protagonista su cui si regge l’intero film, bensì ciò che incontra nella sua avventura e ciò che vive; direi che è fondamentale il vedere un “mondo” in preda alla malattia, in preda alla degenerazione che per cercare di tornare ad essere visto positivamente dagli dèi, è disposto a sacrificare se stesso, il suo stesso sangue, pensando di poter così cambiare l’esito degli eventi. Altra considerazione da fare è sulla violenza. Tanti criticano i film bollandoli come violenti senza accorgersi che la violenza è maggiore nel nostro tempo; in quei periodi ed anche dopo (e soprattutto in quei popoli), vigeva uno spirito selvaggio contornato da riti ed usanze di altri tempi: si tratta di storia. Forse ci saranno si e no due scene (la freccia nei denti e la scena del giaguaro che azzanna la testa del “cattivo”), che potevano essere scartate come volutamente violente; ma per il resto, non mi pare che si esageri come si poteva invece immaginare dal rumore che c’era stato subito dopo l’uscita del film. Quindi a conti fatti, mi sento di consigliarvi la visione del film e vi rimando a questo sito che ha sicuramente qualcosa di meglio da dire, rispetto a quello che ho appena scritto io.

Photoshop: utilizzare le actions, il cubo di Rubik Gennaio 19, 2007

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Inviato da Carlos in : Fondamenti (che parolona), Grafica, Photoshop CS2, Tutorials , 23commenti

Oggi impareremo ad utilizzare le actions, o meglio detto in italiano, le azioni. Cosa sono? Sono un semplice metodo per eseguire insiemi di comandi in automatico, cioè senza doversi scervellare e/o ricordare dove era il tal tasto, o il tal filtro.. Le azioni sono davvero molto utili, poiché spesso (soprattutto per chi lavora con photoshop), c’è la necessità di aumentare la velocità di lavoro, e le azioni lo velocizzano parecchio. Ad esempio si possono ottenere effetti da favola su una foto (come collage, ma anche aggiustamenti di tonalità, di sfocatura, etc..), semplicemente eseguendo un’azione. Finita questa breve spiegazione che sarà sicuramente più chiara alla fine del tutorial qui di seguito (e che vi farà venir voglia di cercare quante più azioni potrete), passiamo ad analizzare l’utilizzo delle azioni ed in particolare l’utilizzo di un’azione che vi permetterà di creare un effetto da “cubo di Rubik” di una vostra immagine. Iniziamo con lo scaricarci l’azione: vi ricordo che la maggior parte delle azioni sono a pagamento, in quanto strumenti davvero utili; in questo caso dunque scaricheremo un’azione (che ha estensione .atn), in versione limitata, disponibile presso PanosFX, uno dei migliori siti che produce materiale per Photoshop. Quindi iniziate con lo scaricarvi questa azione (chiamata appunto “Rubik’s Cube“), cliccando QUI e poi andando a fare il download del file (uno zip) presente in fondo pagina (là dove c’è scritto download). Una volta scaricato il file, scompattatelo e spostatelo nella cartella dove avete installato Photoshop e più precisamente in:

. . .\PhotoshopCS2\Presets\Photoshop Actions

Io per distinguere l’azione nuova da quelle di default ho creato una nuova cartella dentro Photoshop Actions chiamata Added, e l’ho inserita lì. L’azione che abbiamo scaricato, come vi sarete sicuramente accorti è limitata, nel senso che potrete utilizzare una sola immagine per le tre facciate visibili, ad ha dimensioni fisse del cubo (842×910). Per coloro che la volessero comprare, può andare QUA. Bene, ma ora cominciamo sul serio il tuturial :) !
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Le celebrità a nudo.. :) Gennaio 16, 2007

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Inviato da Carlos in : Di Tutto Di Più, Humor , 10commenti

Grandi celebrità, bellissime e perfette…mah! Sarà proprio così?? Ecco il post che vi rivela tutto. A sinistra potete ammirare le celebrità che siamo abituati a vedere da sempre, a destra invece..

alicia alicias
britney britneys
cameron camerond

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Illustrator: creare immagini vettoriali con “Live Trace” Gennaio 15, 2007

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Inviato da Carlos in : Grafica, Illustrator CS2 , 63commenti

Nasce anche questa categoria riguardante questo fantastico programma.. Passiamo al tutorial vero e proprio però: il nostro obiettivo è di “vettorializzare” un’immagine. I benefici di una simile operazione sono facilmente deducibili, infatti creeremo un’immagine che potrà essere ingrandita e rimpicciolita senza perdere qualità. Nel mio caso io farò questa operazione su un ritratto. Prendete le misure della vostra immagine e dopo aver aperto Illustrator, fate click su File —> New…:

new
Fatto questo vi apparirà una finestra dove dovrete specificare alcune impostazioni, la più importante è la dimensione: se avete un’immagine che come la mia ha dimensioni 600×496, potreste scegliere misure un po’ più grandi (ad esempio ho scelto 700×600)

newfile

Una volta fatto cliccate su OK. A questo punto, andate su File —> Place…:

place

Vi apparirà una finestra nella quale dovrete cercare la vostra immagine e, una volta trovata, fate click su Place. Eseguita questa operazione, ecco come si presenterà la zona di lavoro:

implace

Bene, ora andate su Object —> Live Trace —> Tracing Options:

tracopt
si aprirà una schermata nella quale dovrete settare qualche parametro:

options

Il parametro fondamentale è quello evidenziato di rosso: la modalità deve essere in Bianco e Nero. Per quanto riguarda gli altri settaggi, spuntate Preview, in modo da poter avere un’anteprima e poi provate a modificarli fino a che non siete soddisfatti. Ad operazione conclusa cliccate su Trace; ecco il risultato:
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Photoshop: applicare filtri RGB ad immagini CMYK Gennaio 14, 2007

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Inviato da Carlos in : Fondamenti (che parolona), Grafica, Photoshop CS2 , aggiungi un commento

Cominciamo con qualche piccola definizione: modalità RGB

RGB è il nome di un modello di colori additivo che si basa sui tre colori primari: Rosso (Red), Verde (Green) e Blu (Blue), da cui appunto il nome RGB. Questo modello viene usato nel digitale per trasmettere immagini a colori.

Un’immagine può infatti essere scomposta, attraverso filtri o altre tecniche in questi colori base che, miscelati tra loro danno quasi tutto lo spettro dei colori visibili, con l’eccezione delle porpore.

L’RGB è un modello additivo: unendo i tre colori con la loro intensità massima si ottiene il bianco (tutta la luce viene riflessa). La combinazione delle coppie di colori dà il ciano, il magenta e il giallo.

-Wikipedia-

invece la modalità CMYK:

CMYK è l’acronimo per Cyan, Magenta, Yellow, BlacK, è un modello di colore detto anche di quadricromia. La scelta della lettera K per il nero, anziché la lettera B iniziale nella traduzione inglese, è stata fatta per evitare confusioni con l’iniziale del colore Blue ed è dovuta al fatto che, nella stampa, si usa un procedimento di separazione dei colori per produrre tante diverse immagini quanti sono gli inchiostri usati. Nella quadricromia CMYK l’immagine corrispondente al nero è quella che contiene più dettagli e la lastra di stampa corrispondente è quindi normalmente considerata la lastra chiave, in inglese key plate. Da qui l’uso di K, con riferimento a tale lastra, per indicare il nero.

I colori ottenibili con la quadricromia (sintesi sottrattiva) sono un sottoinsieme della gamma visibile, quindi non tutti i colori che vediamo possono essere realizzati con la quadricromia, così come non tutti i colori realizzati con l’insieme RGB (RED GREEN BLUE) cioè quelli che vediamo sui nostri monitor (sintesi additiva) hanno un corrispondente nell’insieme CMYK.

CMYK Sono i colori dei quattro inchiostri usati in tipografia e nelle stampanti a colori.

Quando sono sovrapposti nelle diverse percentuali, i primi tre possono dare origine quasi a qualunque altro colore. Ma il 100% di ognuno non dà il nero, bensì il bistro, colore simile a una tonalità di marrone molto scura. Perciò nei processi di stampa si è aggiunto l’inchiostro di un quarto colore per avere il nero pieno.

-Wikipedia-

Dopo queste fondamentali definizioni e spiegazioni, è necessario sapere che Photoshop ha tanti filtri e che molti di questi lavorano solo su immagini in modalità colore RGB. Di conseguenza, come bisogna agire quando si deve applicare ad esempio il filtro Stylize —> Glowing Edges ad un’immagine in modalità CMYK?

stylize

La prima cosa che viene in mente è di modificare la modalità del colore in RGB, applicare il filtro, e poi ripassare alla modalità CMYK.

mode

Questo metodo non è però molto raccomandato durante la modifica di immagini e dovrebbe quindi essere utilizzato come ultima possibilità oppure se è necessario per una tecnica specifica che riduce al minimo i danni sull’immagine. Se avete la necessità di cambiare modalità dell’immagine, potete fare così:
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Robonox: prima uscita Gennaio 13, 2007

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Inviato da Carlos in : Robonox , aggiungi un commento

robonox

Et voilà! Ho deciso di fare questo robot :) . Già quando uscì l’I-Droid, la voglia mi era presa, ma adesso che posso iniziare da subito, non me lo sono lasciato perdere. L’interesse è molto da parte di tutti, ed anche da parte da mia, le premesse per un bel prodotto ci sono tutte: ha 17 servo motori (che da soli probabilmente valgono l’intero costo del robot) e di conseguenza ha ben 17 gradi di libertà!! Inoltre i servo utilizzano ingranaggi in metallo e questo probabilmente farà diminuire le rotture di questi preziosi congegni; da aggiungere l’utilizzo di un micro a 16bit (della Reneseas) che è uno tra i migliori mai utilizzati per questi tipi di robot. Per il resto è un robot da “combattimento” (in Giappone il padre KHR1/KHR2 è uno dei migliori in questo —> se sapete il giapponese come me [1]), e come tale saprà (spero) deliziarci con le sue ruote, le sue verticali, i suoi equilibri grazie all’accelerometro, e tutto quello che ci potremo fare programmandolo.. Per vederlo all’opera, andate nel sito della Giorgi Editore e poi nella sezione News, video e downloads, da lì potrete vedere i video, le immagini e tutto quello che sarà aggiunto nel corso delle uscite. Altro strumento utile è il forum abbastanza utile e frequentato dallo staff in persona, che risponde in maniera celere e professionale. Con la prima uscita sono stati forniti i primi 4 pezzi:

pezzi

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[1] Ovvio che sto scherzando.. purtroppo!